ROLAND TOPOR outsider dimenticato

ROLAND TOPOR outsider dimenticatoIn una stanza buia dove le pareti e il pavimento si fondono in uno spazio neutro, una ragazza è addormentata nel suo letto. Vediamo solo la sua testa sbucare dalle coperte. Ci vuole appena un attimo e ci accorgiamo che il lenzuolo nel quale è avvolta è in realtà un foglio scritto a mano fitto fitto. Cosa ci sarà scritto? Non riusciamo a decifrare, sembrano frasi d’amore, forse è una lettera d’addio, chissà. Forse la ragazza sta sognando, magari sogna proprio quello che è scritto sul suo enigmatico lenzuolo…….

Ho cercato di decifrare quelle parole scritte con grafia infantile, ma non c’è stato verso, oltre a qualche frase spezzata non sono riuscita ad andare. Forse il senso non c’è davvero e non dovrei ostinarmi a cercarlo proprio nell’opera di Topor (la scrittura automatica è stata uno dei cavalli di battaglia del Surrealismo e Topor è da molti considerato l’ultimo dei Surrealisti). Ad ogni modo ogni volta che guardo l’immagine della ragazza addormentata sono attraversata da un senso di vaga inquietudine, così come mi succede quando mi capita di guardare altri disegni prodotti dalla fantasia bizzarra e provocatoria di questo geniale artista outsider, morto nel 1997 a 59 anni e conosciuto solo da un pubblico di nicchia.

Pur vivendo in un mondo dove tutti pensano di poter fare tutto (con una buona dose di pressappochismo), l’eclettismo e la versatilità di Topor continuano a stupirmi perché in ogni campo dell’arte che ha esplorato ha lasciato un segno personale e anticonvenzionale, muovendosi tra l’altro fuori dai circuiti artistici accademici e tradizionali e rifuggendo da incarichi continuativi o da conformismi di ogni tipo. Topor si è occupato di pittura, incisione, scultura, scenografia, teatro, televisione; è stato un illustratore, un fotografo, uno scrittore, un attore, uno sceneggiatore e ancora tanto altro.
L’elenco completo delle imprese artistiche delle quali è stato eccentrico e vulcanico motore creativo sarebbe troppo lunga per queste note.

Mi limito a segnalare solo qualcosa, per esempio che all’inizio degli anni Sessanta, a soli 26 anni, fonda insieme ad altri due artisti eccentrici e difficilmente catalogabili come Jodorowsky e Arrabal, il movimento Panique, una pseudo-avanguardia agganciata al Surrealismo la cui natura – confesso – mi è però abbastanza oscura. Cercando informazioni in rete ho trovato solo alcune parole di Jodorowsky stesso che a posteriori cerca di defininirlo: Panico amava tutto ciò’ che amava il Surrealismo senza Breton a sorvegliarci. E Arrabal: Panico è un modo di essere, retto dalla confusione, l’umorismo, il terrore, il caso, l’euforia. Al di là di queste criptiche definizioni, capiamo che il giovane Topor fin da subito sceglie di inserirsi in un ambito di pura sperimentazione avanguardistica. Ma non solo. Negli stessi anni comincia a collaborare con le riviste Bizarre e Harakiri (antenate dell’attuale Charlie Ebdo)  e qualche anno dopo in Italia con Il Male, pubblicandovi articoli e vignette satiriche graffianti e ironiche; negli stessi anni le sue surreali vignette appaiono sul New York Times e su tutte le testate dei maggiori quotidiani europei ed italiani, mentre le sue illustrazioni accompagnano le pagine culturali a firma di grandi autori. Si dedica anche alla scrittura e il suo primo romanzo del 1964, Le locateur chimerique è il libro da cui Polanski trarrà il famoso film L’inquilino del terzo piano. I rapporti con il cinema continuano, tanto che negli anni 70 partecipa come attore ai film Nosferatu di Herzog e Ratataplan di Nichetti. Non contento si cimenta anche nella sceneggiatura e nei disegni di lungometraggi d’animazione e nel 1972 il suo Il pianeta selvaggio vince il premio della Giuria a Cannes. Fellini si innamora a tal punto dei suoi disegni e della sua sulfurea immaginazione che lo chiama come talent visionario per i film Casanova e La città delle donne. Contemporaneamente si occupa di illustrazione di libri per l’infanzia (tra cui la bella edizione Olivetti di Pinocchio del 1972) ed è l’ideatore di programmi televisivi per bambini di grande successo (Telechat). Tra l’altro frequenta assiduamente l’Italia, per piacere e per lavoro, e anche qui prende parte ad alcuni programmi televisivi sperimentali (Lupo Solitario con Syusy Blady e Patrizio Roversi). Proprio per suggellare l’amore per il nostro paese fonda l’organizzazione romaliaisonparis per la collaborazione delle arti fra l’Italia e la Francia. Potrei andare avanti ancora.

Chi incrocia per caso i suoi disegni non li dimentica: mai rassicuranti, alternano umorismo nero e sensibilità poetica e ruotano inconfondibilmente intorno ad alcuni leit-motiv: sesso, morte, fobie, situazioni orribili o assurde, squartamenti, affettamenti, decapitazioni, inquietanti mutazioni corporee e molta, moltissima merda (in un’intervista dichiarava: a volte penso che se i francesi si preoccupano tanto di quello che si infilano in bocca è solo per non pensare a ciò che esce dall’altra parte), con un tratto caratteristico che ricorda l’illustrazione didascalica ottocentesca. I suoi esseri umani, immondi, mostruosi, raffigurati in preda ai piaceri o in situazioni stranianti, hanno portato la critica a considerarlo un moderno Hieronymous Bosch.

Nel 1986 l’Ecole des Beaux Arts (che aveva frequentato da giovane ma poi abbandonata senza terminarla) gli ha dedicato la più vasta retrospettiva mai allestita nelle sue venerabili sale e la prima ad un personaggio così bizzarro; tra l’altro la mostra è approdata nello stesso anno a Milano a Palazzo Reale. Da allora sulla figura e sull’opera di Topor è sceso il sipario e il suo pubblico è circoscritto ad una nicchia di appassionati. Credo che sarebbe proprio ora di riproporlo al grande pubblico.

Questa bella litografia originale (il cui soggetto è riproposto anche in un’altra versione, sempre edita da Olivetti) giaceva impolverata in un angolo del robivecchi sotto casa, come un oggetto senza importanza. Adesso, appesa sulle pareti della mia cucina, la ragazza addormentata è la prima immagine su cui poso lo sguardo al mattino, quando ancora mezza addormentata e con la tazza di tè in mano, cerco di affacciarmi alla giornata.

Roland Topor - Ragazza addormentata --1968
Roland Topor – Ragazza addormentata II – 1968 – Edizioni Olivetti – lastra 60 x40 – foglio 75 x 55 -Esemplare 14 Tiratura 75 + XV + alcune p.d.a – su carta Arches – Firmata e numerata – Pubblicata su “Tenero è il mostro” di Soavi, Edizioni Rizzoli 1977

Per chi volesse avere una panoramica dei suoi lavori su carta o dei suoi dipinti, oltre che leggere una sua lunga intervista del 1986, consiglio il catalogo della mostra organizzata a Palazzo Reale dal titolo TOPOR – Arnoldo Mondadori Editore – 1986

Qui i seguito il trailer del film Il pianeta selvaggio

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