Capricci dei nostri tempi: GOYA in (s)vendita

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Faccio davvero fatica talvolta a comprendere le logiche del mercato dell’arte e mi stupisco delle storture del gusto corrente. Mi spiego meglio. Ho acquistato in asta un lotto composto da 2 tavole dei Capricci di Goya e una tavola tratta dai Désastres de la guerra, il tutto per circa 200 euro. La tavola dei Désastres ha certamente un valore maggiore delle altre due, perchè appartiene a un’edizione pregiata dei primi del 900 (la terza); diciamo che vale da sola la cifra che ho speso, forse di più; le due tavole dei Capricci le ho quindi portate a casa a costo zero. Da una parte mi complimento con me stessa, la collezionista che è in me gongola felice di aver fatto un affare. Dall’altra rifletto allibita sul perchè sia potuto succedere che per questo lotto ci siano stati solo due o tre rilanci (che alzavano comunque una cifra bassissima di partenza) visto che si tratta di incisioni originali di un artista presente su tutti i libri di Storia dell’Arte, conosciuto anche da chi non ha fatto dell’arte l’interesse principale della sua vita. Il prezzo lo fa il mercato, si dice; se al mercato non interessa, il prezzo resta basso. Tutto vero.

Diciamo anche che della serie dei Capricci sono state fatte ben 12 tirature: la prima fu stampata direttamente da Goya nel 1799 ma ne furono vendute probabilmente solo poche copie; le stampe di questa serie sono molto ricercate dai collezionisti per la loro bellezza e sono per lo più conservate nei musei e nelle biblioteche più importanti del mondo. Nel 1803 Goya decise di donare le stampe invendute e tutte le 80 lastre che compongono la serie al Re Carlo IV. Da allora, tutte le edizioni successive furono stampate dalla Regia Calcografia, che ancora oggi conserva le lastre originali di rame (che nel frattempo sono state bisellate e acciaiate); le stampe postume, dalla II Edizione del 1855 in poi, si trovano facilmente in vendita a prezzi non proibitivi, anche in rete. Il problema per i non esperti è che non è sempre facile capire a che serie appartengono e qual è il loro giusto valore; l’unico modo è riferirsi ai cataloghi generali dell’opera incisa di Goya, che danno indicazioni sul numero di copie e sul tipo di carta ma per i fogli sparsi l’identificazione non è semplicissima; inoltre questi cataloghi non sono sempre facilmente reperibili: quello di Loys Delteil, per esempio, si trova in rete in libera consultazione ma ha l’inconveniente di fermarsi al 1922 e di essere ormai superato; meglio riferirsi, se si ha la fortuna di trovarlo in biblioteca, a quello di T.Harris. Resta, comunque, il problema della difficile identificazione delle tirature, visto che per la maggior parte delle edizioni successive alla prima la carta utilizzata è stata senza filigrana o segni distintivi.

Dunque, le stampe dei Capricci non sono rare sul mercato e hanno un prezzo che varia con la tiratura e con la qualità della stampa, spesso peggiore per forza di cose con il progredire dell’usura delle lastre. Le mie due, oggettivamente, non sono di grande qualità, hanno un’aspetto un po’ esangue, il grigio dell’acquatinta è sbiadito. Di certo sono delle tirature tarde.

Per giustificare il loro basso prezzo di acquisto (quasi a costo zero, nel mio caso), ho ipotizzato all’inizio un loro scarso appeal sul mercato, magari dovuto al gusto (le nuove generazioni preferiscono autori più moderni) o alla facile reperibilità. Ecco quello che ho scoperto: su Catawiki le acquaforti originali (tirature tarde come probabilmente le mie) si aggirano intorno ai 150/200 euro l’una, talvolta si riesce ad acquistarle anche a meno.

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Su Ebay invece vengono offerte alla stratosferica cifra di 700 euro l’una, senza neanche l’indicazione  dell’anno di tiratura.

fb0127ac-de02-449e-a243-62f0dba27d2fSempre su Ebay, chi proprio vorrebbe averne una ma non può ha la possibilità di acquistare per 200 euro circa una meravigliosa litografia tratta dall’acquaforte originale!

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Beh? Che ne dite? A questo punto mi chiedo chi può acquistare una litografia tratta dall’acquaforte originale ad un prezzo maggiore di quello di una originale? Il fatto che l’annuncio sia presente su Ebay, piattaforma mondiale dell’e-commerce, indica che la possibilità che prima o poi qualche pollo la acquisti si materializzerà per certo. Ed è anche il segno che il pubblico internazionale non ha messo in soffitta Goya, lo ama come sempre.

Poi la ciliegina finale: per chi proprio non ha soldi ma vuole assolutamente avere in casa una tavola dei Capricci, ecco ancora su Ebay l’opportunità più allettante: la stampa su tela, in dimensioni a piacere, al prezzo di circa 50 euro. Ripensando al mio acquisto in asta mi domando di nuovo: perchè acquistare una riproduzione su tela allo stesso prezzo di una originale? Ah, certo, su tela posso farmela stampare grande, così riempie bene la parete del mio living.

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stampa su tela

Sorrido, ma in realtà continuo a non capire: se Goya non piacesse più al grande pubblico non ci sarebbe chi ne propone le riproduzioni su Ebay. Perchè allora il grande pubblico non acquista, a cifre anche molto basse, le originali, seppure di tirature tarde? Incapacità di capire la differenza tra originale e riproduzione? Scarsa familiarità con le aste online? Bah, Capricci dei nostri tempi.

 

3 pensieri su “Capricci dei nostri tempi: GOYA in (s)vendita

  1. Questo è sempre avvenuto. 40 anni fa le carte geografiche originali del 5/600 si trovavano allo stesso prezzo delle riproduzioni. E’ una questione di informazione e di mancata cultura specifica, niente di strano.

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  2. In questo momento tutti i prezzi della grafica tendono al ribasso, per vari motivi. Inutile chiedersi perché, meglio approfittarne 🙂

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